Andiamo alla scoperta di Calitri, la "Positano d'Irpinia" paese famoso in tutta la Provincia di Avellino per le sue ceramiche e il suo Centro Storico
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Calitri – La Positano d’Irpinia e le sue ceramiche

Calitri - La Positano d’Irpinia

Calitri – La Positano d’Irpinia e le sue ceramiche

Adagiato su un colle a 600 metri d’altezza, Calitri è uno dei Comuni della provincia di Avellino più affascinanti ed antichi. Distante circa 75 km dal capoluogo di provincia, si estende su un superficie di 100 kmq.

Attualmente la sua popolazione è di 4457 abitanti. Nel suo territorio scorrono vari torrenti e fiumi, tra i quali il più importante è famoso è certamente l’Ofanto.

Posto al confine tra Campania e Basilicata, confina con Andretta, Aquilonia, Bisaccia e Cairano che fanno parte dell’Alta Irpinia, e con Atella, Pescopagano, Rapone, Rionero in Vulture e Ruvo del Monte che, invece, fanno parte della Provincia di Potenza.

Il suo santo patrono è San Canio Martire il quale si festeggia il 25 maggio.

Un po’ di storia

Già nella protostoria Calitri era abitato: evidenze archeologiche ritrovate in località “Convento” hanno dimostrato che già nel periodo della fossakultur di “Oliveto-Cairano” la zona fosse frequentata. Il paese è diventato un vero e proprio insediamento urbano, però, solo dal XIII secolo d.C. con la documentata presenza del castello. Nel 1304 la struttura fu acquistata dai Gesualdo che l’ampliarono con numerosi interventi di ristrutturazione. Passato poi ai Ludovisi ed infine ai Mirelli che furono proprietari del feudo fino al 1806. Le vicende del borgo antico sono strettamente legate, purtroppo, a numerosi terremoti che, nel corso dei secoli, hanno cambiato la fisionomia urbanistica soprattutto del centro storico.

Cosa vedere a Calitri

Borgo Castello: Fino al 1694 in questa zona sorgeva il castello di Calitri: imponente opera composta da quattro tori angolari, contrafforti ed altre opere di fortificazione, posta a dominare la Valle dell’Ofanto e del Cortino. Distrutto da un terremoto, non fu più ricostruito ed i materiali derivanti dal crollo dell’edificio furono riutilizzati nelle nuove costruzioni. L’intera zona oggi è di proprietà comunale ed è oggetto di progetti di valorizzazione visto il grande interesse storico che costituisce.

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Il Borgo Castello di Calitri

Museo dell’Istituto Statale d’Arte: nato da un’idea di alcuni docenti i quali volevano lasciare traccia dei manufatti realizzati dagli studenti ed insegnanti, conserva le opere che sono state create tra il 1959 e il 2004. All’interno si potranno ammirare opere fatte in vari materiali, con spiegazioni sulla lavorazione della ceramica, del legno, del ricamo e del merleto.

Chiesa di San Canio: in origine sorgeva vicino al monastero delle Benedettine, odiernamente Piazza della Repubblica. La chiesa era già esistente nella seconda metà del XV secolo. La tradizione locale narra che, durante il trasporto del corpo di San Canio da Atella ad Acerenza nel 799, il corteo passò per Calitri e le campane del paese iniziarono a suonare miracolosamente da sole: da quel momento il santo divenne patrono del paese. All’interno della struttura è possibile ammirare varie opere d’arte ed è presente anche una reliquia del santo.

Chiesa dell’Immacolata Concezione: costruzione iniziata nel 1710, con l’istituzione della Confraternita ad opera del gesuita Francesco Pavone, la prima celebrazione risale al 9 aprile 1714. Ampliata nel corso dei decenni, tra il 1740 e il 1747 fu realizzato, dal calitrano Mastro Baldassarre Abbate, l’imponente altare barocco in legno di tiglio, poi indorato da artisti napoletani. Oltre alle varie opere d’arte presenti, all’interno della chiesa, nella sala-cripta, è presente il museo di oggetti sacri.

La ceramica di Calitri

La “Positano d’Irpinia” ha delle affinità non solo paesaggistiche con la costiera, ma anche un’altra caratteristica rende Calitri un paese famoso nella provincia di Avellino: la ceramica.
La presenza di fornaci è attestata in tempi antichissimi, con ritrovamenti che testimoniano che già intorno al IV-III sec. a.C. qui la produzione della ceramica fosse diffusa. La prima documentazione scritta di questa industria artigianale risale al XVI secolo in una lettera inviata dal Cav. Gesualdo al cardinale Alessandro Farnese nella quale si fa riferimento a dei vasi da mandare a Roma, probabilmente persino decorati.
Anche i toponomi delle strade conservano la presenza di questa tradizione: vie come Tornillo ci riportano agli antichi artigiani che usavano con abilità il tornio e via Faenzani ci ricorda di quando nel ‘600 un vescovo fece arrivare qui degli artigiani di Faenza.
L’ultimo fornaciaio a lavorare secondo la tradizione antica è stato Antonio Lampariello, il quale ha lavorato fino a tarda età seguendo le antiche usanze.
Oggi la tradizione, innovata nei mezzi, non si è persa, e continua ad esserci la presenza di artigiani che lavorano la terracotta e contribuiscono allo sviluppo locale.

A proposito della ceramica e delle fornaci di Calitri, il 29 settembre 2008 è stato istituito il “Museo della Ceramica”, con sede negli ambienti restaurati dell’antico Borgo Castello, con uno splendido esempio di spazio urbano musealizzato.

Cosa mangiare a Calitri

cannazze di calitri

Le tipiche cannazze calitrane

La tradizione enogastronomica calitrana è svariata, è va a sposarsi perfettamente con quella dei paesi limitrofi della provincia di Avellino. Tra i piatti tipici locali ci sono i cingul’ (simili ai cavatelli pugliesi) e le cannazze (ziti spezzati) serviti con ragù e pecorino grattugiato.

Altro piatto tipico d’eccellenza è l’acqua sala, che consiste in fette di pane bagnate con acqua bollente salata e poi condite con uova sode e olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Uniti a questi si possono assaggiare le lahan’ (tagliatelle), a volte bollite nel latte e condite con sugo di pomodori e fagioli; le aurecchj’ ru preut’ (orecchiette) e il baccalà alla ualanegna. Si aggiungono a questi le produzioni di salumi e formaggi locali.

Le festività e ricorrenze di Calitri

Oltre alla già citata festività patronale di San Canio il 25 maggio, che si unisce ad una fiera che si svolge lo stesso giorno, a Calitri si celebrano le seguenti occasioni:

– La Fiera di San Vito la terza domenica di Giugno;

– L’ultimo weekend di giugno il territorio ospita il Motoraduno Nazionale;

– Lo Sponz Fest: festa che negli ultimi anni ha fatto arrivare la fama di Calitri a livelli internazionali. Diretto dall’artista Vinicio Capossela, lo Sponz Fest è diventato un appuntamento di Agosto che attira turisti ed amanti della musica e dell’arte da tutta Italia e non solo.

– Nella settimana a cavallo tra fine agosto e inizio settembre si svolge la Fiera Interregionale, appuntamento molto apprezzato nel quale si fa promozione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti tipici della Campania e delle zone limitrofe.

– Calitri è famosa anche per il Presepe Vivente, rappresentato per le strade del paese, tra i vicoli del centro storico.

Le nostre attività a Calitri

Tra le varie esperienze offerte da eiTRAVEL non poteva mancare Calitri. Nelle varie proposte che offriamo “Cairano e Calitri, tra vicoli e sapori” permette di addentrarsi tra gli odori ed i sapori di questo fantastico borgo conosciuto anche come la Positano d’Irpinia. Oltre che alle passeggiate tra i vicoli del centro storico, il turista avrà la possibilità di degustare prodotti tipici locali, in un viaggio che coinvolgerà tutti i sensi.

Per ulteriori informazioni su questo pacchetto clicca qui o visita il nostro sito.

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