Un viaggio alla scoperta dei luoghi più affascinanti dell'Irpinia
I 10 Borghi più belli della provincia d'Avellino

I 10 Borghi più belli della provincia di Avellino

I 10 Borghi più belli della provincia d'Avellino

I 10 Borghi più belli della provincia di Avellino

La provincia di Avellino possiede al suo interno un patrimonio di borghi ricchi di storia e tradizioni. Ma non solo: l’Irpinia in generale è una terra ricca di una Natura incontaminata, dove l’Uomo è riuscito a trovare e a conservare un modo simbiotico per vivere nel rispetto dell’ambiente, consentendo ad ogni luogo di custodire al suo interno zone ricche di verde e di animali selvatici.

In questo articolo vi presentiamo dieci di questi borghi della provincia di Avellino che meritano di essere visti almeno una volta nella vita, alcuni dei quali eletti anche tra i “Borgi più belli d’Italia“. Va sottolineato, però, prima di partire, che sceglierne solo dieci è stata un’ingiustizia, perché ognuno dei 118 comuni della provincia merita di essere visto e vissuto per assaporarne tutti gli aspetti.

Indice:

Avella, il paese delle nocciole

Castello di Avella

Castello di Avella

Situata a 207 m.s.l.m. in una vallata ai piedi dei Monti del Partenio, tra cui spicca Montevergine, Avella ha una caratteristica naturale che ha fatto conoscere il suo nome in tutto il mondo: la nocciola. Basti pensare che questo frutto, nella terminologia scientifica si chiama proprio nux avellana. Un borgo caratterizzato da una storia millenaria e dalla presenza di tanti luoghi da visitare.

Da vedere:

Castello di San Michele: antica roccaforte di origine longobarda. Dedicato all’arcangelo Michele. Composto da una torre cilindrica è circondato da due cinte murarie: una longobarda e una normanna.

Anfiteatro romano: situato a sud-est dellà cittadina, è stato costruito dove un tempo sorgevano già delle strutture di età sannitica. Conserva ancora integre delle parti della costruzione ed è tra gli edifici romani più noti della zona. L’area rappresenta anche il primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella.

Necropoli: molti sono stati i ritrovamenti che testimoniano antichi luoghi di sepoltura nell’antichità. Una delle più caratteristiche è quella di S. Nazzaro, dove i reperti testimoniano di come il luogo sia stato usato come cimitero da famiglie agiate e benestanti.

Chiesa dei Santi Martiri Nazario e Celso: antica chiesetta già esistente nel 1087. Al centro è ancora visibile la figura della Madonna con in braccio il bambino, tra i santi Pietro e Giovanni Battista.

Da assaggiare: Tagliatelle al sugo di noci, fagioli alla pecoranesca, agnello al forno, stufarola, torrone di nocciole, croccante, vino del castello, nocino, sidro di mele.

Caposele, tra acqua, storia e santi

Caposele

Caposele

Il caratteristico borgo di Caposele si trova ai piedi dei Monti Picentini, ad un’altezza di 405 m.s.l.m. Le caratteristiche principali che hanno reso questo paese uno dei più famosi dell’Irpinia sono due: il santuario di San Gerardo e le sorgenti del fiume Sele.

Cosa vedere:

Santuario di San Gerardo: antico luogo di culto situato nella frazione di Materdomini, sede del convento dei redentoristi dove, il 16 ottobre 1755, morì Gerardo Maiella, lì sepolto e proclamato santo nel 1904. La chiesa della Mater Domini, nel 1930, fu elevata al rango di basilica minore da papa Pio XI.

Sorgenti del Sele: qui si può ammirare la forza della Natura che libera dalle viscere della terra il bene più prezioso: l’acqua. Qui nasce il Sele e da qui, tramite la captazione delle acque, si è costruite una delle opere ingegneristiche più importanti d’Italia: l’Acquedotto Pugliese. Chi visiterà questi luoghi vedrà chiuse del 1909 ancora funzionanti e la forza generatrice di 4000 l/s della portata odierna delle sorgenti.

Parco fluviale: partendo dalla località Tredogge, fino ad arrivare alla fonte S. Lucia, si verrà immersi nella Natura incontaminata di queste zone, percorrendo sentieri, potendo osservare la fauna locale circondati dalla bellezza naturalistica dell’oasi.

Museo di Leonardo: all’interno dello spazio dedicato è possibile ammirare, riprodotte in scala, le macchine che il genio di Vinci ha progettato durante la sua vita, seguendo un percorso alla scoperta dei quattro elementi: Acqua, Terra, Fuoco e Aria. La mostra permanente è stata progettata e realizzata grazie alla consulenza del Laboratorio di scenografia della PUSA University.

Da assaggiare: Matasse di Caposele con i ceci, pane Muffletto, amaretto

Cosa puoi fare con noi: IL CAMMINO DELLE 7 FONTANE

Un Trekking suggestivo nella natura incontaminata, alla scoperta della storia e delle leggende legate alle sette fontane di Caposele. Si cammina, incontrando le fontane, fino al punto panoramico più alto dei Lagarelli (1260m), si scopriranno luoghi insoliti e di rara bellezza, scendendo si arriva al punto panoramico su Caposele Materdomini, accompagnati da simpatici professionisti escursionistici.

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Gesualdo, la città del principe dei musici

Gesualdo

Gesualdo

Situato a 676 m.s.l.m.,il paese di Gesualdo conserva al suo interno una storia lunghissima. Territorio frequentato già dalla preistoria, deve la sua celebrità soprattutto al musicista e madrigalista Carlo Gesualdo, che qui visse i suoi ultimi anni di vita, trasformando il piccolo borgo in un centro culturale di primo piano.

Cosa vedere:

Castello: tra i monumenti più belli ed importanti dell’intera Campania, la struttura fu costruita in epoca longobarda come avamposto difensivo. Dopo il matrimonio tra Carlo Gesualdo e Eleonora d’Este nel ‘500, si trasformò in dimora signorile in stile rinascimentale.

Chiesa del S.S. Rosario e convento domenicano: edificio il cui progetto e fondamenta furono fatti proprio dal principe Carlo Gesualdo, terminato poi da Nicolò Ludovisi nella prima metà del XVII sec. Oltre all’aspetto artistico, di notevole interesse, va ricordato un avvenimento che si celebra ogni ultima domenica d’agosto: il tradizionale “Volo dell’angelo”.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie e convento dei Cappuccini: anche questo edificio fu fatto edificare per volontà del principe Gesualdo, nel 1592. Di alto valore artistico è il dipinto qui conservato dal nome “Il perdono di Carlo Gesualdo”, attribuito all’artista Giovanni Balducci.

Da assaggiare: Fusilli e cauzun’ (Fusilli e ravioli di ricotta), Laghene e fasule (Tagliatelle o lagane e fagioli), Cecarocquele e vruoccole (Cavatelli e broccoli), Pizza Jonna (pasticcio di farina di granturco), Menestra Ammaretata (Verdura con pezzi di carne), Paparott co li paparul sicc (Polenta e peperoni).

Cosa puoi fare con noi: ALLA SCOPERTA DI GESUALDO E PATERNOPOLI

Scopri il borgo del madrigalista Carlo Gesualdo e il paesino rurale di Paternopoli. Un viaggio tra stradine, palazzi signorili e Castelli. Un caffè con le persone del luogo, terre fertili di straordinarie eccellenze. Degusterai caratteristici vini DOCG e prelibati prodotti gastronomici, accompagnati da simpatici professionisti turistici.

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Monteverde, il borgo dalla natura incontaminata

Monteverde

Monteverde

Il Comune di Monteverde, situato a 740 m.s.l.m., è stato inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Oasi naturale di notevole interesse naturalistico, dal 2010 è anche sede di nidificazione della rarissima cicogna nera.

Da vedere:

Il castello: costruito dai longobardi, fu ampliato nel XV sec. dagli Aragonesi e trasformato in una dimora signorile nel 1744 dai baroni Sangermano.

Ex Cattedrale di Santa Maria di Nazareth: giunta a noi con i rifacimenti barocchi del 1728, il suo primo impianto è datato al XIV secolo. Conserva al suo interno dipinti di scuola napoletana del Seicento.

Foresta Mezzana: situata ai limiti nord-occidentali dell’Irpinia. Non presenta attività umane al suo interno così che, nei suoi 456 ettari, si può ammirare una Natura incontaminata, ricca di flora e fauna e dal notevole interesse per studiosi ed appassionati.

Da assaggiare: Ravioli, orecchiette, cavatelli, lasagne, ortaggi, legumi, insaccati, formaggi locali, vino Aglianico e Sangiovese.

Nusco, il balcone d’Irpinia

Cattedrale di Nusco

Cattedrale di Nusco

Situato tra le valli dell’Ofanto e del Calore, Nusco fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e dall’alto dei suoi 914 metri d’altitudine, offre una delle visuali più belle della provincia.

Da vedere:

Cattedrale di Nusco: la facciata attuale e il campanile sono datate al 1512. L’interno, a tre navate, ha subito vari riadattamenti. Dedicata a Sant’Amato, primo vescovo di Nusco, ne conserva le spoglie mortali. Di recente scoperta una cripta con delle raffigurazioni della natività che rappresentano un unicum in Irpinia.

Castello: di epoca longobarda, qui trovò rifugio Guglielmo, ultimo duca di Puglia. Ad oggi l’interno della struttura è oggetto di scavi archeologici.

Abbazia di Santa Maria di Fontigliano: la chiesa risale almeno al VI secolo dopo Cristo. La struttura originaria è stata più volte distrutta e modificata. Fu sede dei benedettini e restaurata nel 1842 con una bifora in stile gotico sulla facciata.

Da assaggiare: Zuppa di fagioli e castagne, maltagliati alla napoletana, involtini di cotica di maiale, pizza chiena, gattò di patate, castagnaccio.

Rocca san Felice, il borgo del medioevo

Rocca san Felice

Rocca san Felice

Il borgo di Rocca è uno dei più famosi e caratteristici della provincia di Avellino. Incastonato nella roccia a 750 m.s.l.m., conserva al suo interno una pianta urbanistica medievale, con delle caratteristiche naturali, presenti nel suo territorio, uniche al mondo.

Da vedere:

Castello: posto alla sommità del paese. La sua costruzione domina le valli circostanti. Edificato in epoca longobarda, conserva al suo interno le tracce delle antiche abitazioni di artigiani e soldati, oltre che il Donjon e le strutture difensive.

Mefite ed area archeologica: uno dei luoghi più stupefacenti al mondo. La Valle d’Ansanto, già conosciuta ai tempi di Virgilio, il quale qui pose le porte degli Inferi, è una zona di notevole interesse geologico e naturalistico. Sito di produzione di gas solfurei, è l’aria di produzione di anidride carbonica non vulcanica più grande al mondo. Nei ditorni sono stati molti i ritrovamenti archeologici, alcuni dei quali si possono ammirare nel museo civico.

Chiesa di Santa Maria Maggiore: probabilmente nata insieme all’abitato intorno al XI secolo, all’interno si possono ammirare pregevoli opere d’arte.

Da assaggiare: Cravaiuoli (ravioli con ricotta di Carmasciano), cicaluccoli fatti a mano, agnello di Carmasciano alla brace, pizza di ricotta con scaglie di cioccolato.

Cosa puoi fare con noi: IL MISTERO DI ROCCA, LA MAGIA DELLA MEFITE E L’ABBAZIA DEL GOLETO

Scopri la misteriosa Mefite, alle porte dell’Inferno, tra personaggi arcaici, leggende mistiche e storie antiche. Cammina nella magia della Rocca incantata e tra le bellezze di una millenaria Abbazia. Degusterai il leggendario pecorino Carmasciano e le prelibatezze di una terra generosa, insieme ai produttori locali. Una indimenticabile avventura in un luogo unico al mondo, accompagnati da simpatici professionisti turistici.

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Savignano Irpino, il paese della transumanza

Castello Guevara Savignano Irpino

Il Castello Guevara di Savignano Irpino

Situato tra i colli Tombola e Calvario, al confine tra Puglia e Campania, a 718 m.s.l.m., Savignano Irpino fa parte del club dei borghi più belli d’Italia. Il centro abitato prende la forma di una sella di cavallo, con una posizione che gli consente di dominare la Valle del Cervaro. Le prime attestazioni archeologiche ci dicono che già nel paleolitico la zona fosse frequentata dall’essere umano.

Da vedere:

Castello dei Guevara: costruito in epoca normanna, è parte del sistema difensivo che cingeva tutto il paese. Oggi, al suo interno, c’è un centro congressi.

Chiesa Madre di San Nicola: datata al XIV secolo, ha un interno a tre navate con colonne in pietra viva. Il battistero ha un portale datato al 1514. Lo stile della facciata è neoclassico, diviso in tre sezioni sormontate da rosoni.

Palazzo Osini: Edificato per volere di papa Benedetto XIII, al secolo Pietro Francesco Orsini, nel 1727. Oggi è sede del Municipio.

Altopiano della Ferrara: località posta a 7 km dal centro abitato, è un importante sito archeologico con ritrovamenti che si attestano al neolitico, all’epoca romana e medievale.

Da assaggiare: Orecchiette fatte a mano, alici mbuttunate, sarde e patate.

Summonte, il paese immerso nei boschi

Summonte

Summonte

Il paese sorge all’interno del Parco regionale del Partenio, a 750 m.s.l.m. e fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. Circondato da natura rigogliosa, Summonte conserva al suo interno i segni di una storia che ha percorso i secoli di questa zona della provincia d’Avellino.

Da vedere:

Castello: le prime notizie lo datano intorno al 1094. Fortificazione militare di primo piano nella zona, conserva al suo interno la famosa Torre Angioina, un’area archeologica e l’anfiteatro.

Chiesa di San Nicola di Bari: la pianta attuale è datata al XVII secolo. Di stile barocco, ha un interno a tre navate , divise da archi con capitelli ionici. L’altare maggiore risale al 1717. Molti sono i dettagli artistici presenti al suo interno. Adiacente alla chiesa vi è anche il campanile e la Congrega del SS. Rosario.

Centro storico: caratterizzato dal borgo medievale, ha avuto numerosi interventi di ripristino, è caratterizzato dalla presenza di numerosi elementi architettonici d’interesse.

Da assaggiare: Caciocavallo podolico, nocciola mortarella, miele millefiori, miele d’acacia, copeta (torrone), liquore finocchietto, tartufo nero del Partenio, castagne, funghi porcini.

Cosa puoi fare con noi: ALLA SCOPERTA DI SUMMONTE: UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Scopri il piccolo borgo di Summonte, uno de “I Borghi più belli d’Italia, incastonato nell’area naturale protetta del Parco regionale del Partenio. Un trekking suggestivo nei senteri di montagna tra chiesette rupestri, storie fantastiche, rifugi e panorami mozzafiato, l’esperienza enogastromica nel ristornate del borgo, per assaporare i piatti della tradizione e la spettacolare Torre Angioina con vista sull’Irpinia, accompagnati da simpatici professioni turistici.

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Trevico, il tetto dell’Irpinia

Cattedrale di Trevico

La cattedrale di Trevico

La nomea di “tetto” dell’Irpinia” non rende effettivamente totale giustizia visto che Trevico è il Comune più alto dell’intera Campania, l’unico, inoltre, con la sede comunale posta oltre i 1000 metri. Il borgo si colloca a 1090 m.s.l.m. ed è il borgo più antico della Baronia.

Da vedere:

Castello: Già esistente in epoca normanna, cadde in rovina dopo il XVI secolo. Oggi vi sono solo alcune cortine murarie e in resti di una torre in stile aragonese.

Palazzo Scola: qui nacque, il 10 maggio 1931, il regista Ettore Scola. Donato dalla stessa famiglia al Comune nel 2003, conserva molti elementi architettonici originari.

Cattedrale di Santa Maria Assunta: edificata tra il V e VI secolo con una pianta a croce greca. Fu modificata profondamente nell’XI secolo, quando Trevico diventò sede vescovile. Rimodernata a fine Ottocento, è stata dichiarata monumento nazionale e custodisce le reliquie di Sant’Euplio e della martire Santa Rosalia.

Da assaggiare: Ciambotta (zuppa di verdure), lagane e fagioli, pasta e cicerchie, farina e vino cotto, pizza di mais con grasso di maiale, cacchiarielli (focaccia di mais con pepe, formaggio grattuggiato e verdure), baccalà con peperoni sottaceto, cipolle al fuoco, mugliatielli, panzerotti, pizza chiena (crostata di ricotta), castagnaccio, susamielli, strufoli, liquore di noci

Zungoli, la Bandiera Arancione dell’Irpinia

Zungoli

Zungoli

Unico centro della provincia d’Avellino, per il momento, ad avere la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Zungoli fa parte anche dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e del circuito dei Borghi più belli d’Italia. Situato a 657 m.s.l.m., il centro è attraversato dal tratturo Pescasseroli-Candela, antica via di transumanza.

Da vedere:

Castello: Costruito probabilmente intorno all’XI secolo come difesa dalle incursioni bizantine, in origine era fornito di quattro torri cilindriche poste ai lati della struttura. Oggi, dopo molte modifiche, è la dimora dei marchesi Susanna di Sant’Eligio.

Convento di San Francesco: Situato dove anticamente sorgeva la chiesa di San Cataldo, il convento dei Frati Minori Riformati, fu costruito intorno al ‘500. Articolato su due livelli, della struttura precedente si conservano l’ingresso con un affresco che rappresenta la Vergine del Monte Carmelo e alcuni affreschi del Cinquecento e Seicento.

Centro storico: al suo interno molti sono i palazzi signorili e le chiese che compongono uno dei borghi più caratteristici della provincia.

Da assaggiare: Caciomolara.

Cosa puoi fare con noi: ALLA SCOPERTA DI ZUNGOLI, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Scopri l’affascinante Borgo di Zungoli “Bandiera Arancione” del Touring Club e uno de “I Borghi più belli d’Italia, crocevia delle antiche strade romane Appia e Traiana. Tra vicoletti romantici, scorzi mozzafiato e tradizioni antiche, conoscerai l’arte della ceramica irpina, incontrerai gli abitanti del luogo e degusterai le eccellenze enogastronomiche locali, accompagnati da simpatici professionisti turistici.

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